Recensione Tecnica Lanberg RO-030FE

Amo provare nuovi brand e dispositivi tecnologici in generale, come tutti gli appassionati, d’altronde.

Ma non avevo mai sentito di Lanberg, finchè LP Distribuzione non mi ha proposto di provare il RO-030FE, nome in codice di un Router/AP/Extender proprio di Lanberg.

Il Brand

Dal sito stesso di Lanberg, da quello che ho potuto apprendere l’azienda ha sede distributiva in Polonia, ma ha anche una sede nella Silicon Valley Cinese aka Shenzen, nonostante questo, pare che il prodotto in questione sia “Made in Taiwan”

Attivo dal 2007 hanno in catalogo un ampio raggio di prodotti, da connettori RJ45 ad Armadi di Rete, Cavi, Connettori ed Adattatori.

Sembra essere l’ennesimo “Steal & Tag”, ovvero l’acquistare prodotti OEM, senza marca e marchiarli, personalizzarli e rivenderli sotto il proprio brand.

Questo è male? Assolutamente no.

Di solito, moltissimi produttori, anche molto conosciuti, fanno la stessa cosa, ad esempio GBC.

Il Router

Ma passiamo al vero e proprio oggetto di questa review.

Il Router in sè e per sè è molto compatto, leggero e tutto sommato con una linea gradevole.
Disponde di 5 Porte Eth 10/100, con due antenne WiFi non removibili, il jack di Alimentazione (12V x 0.5A), il Pulsante di Accensione, il pulsante WPS.
Sul fondo troviamo un’etichetta con tutte le informazioni necessarie (IP di Fabbrica, Username, Password, MAC Address, Seriale…) e appena di fianco il tasto reset. Il tutto corredato da 4 gommini che consentono di aderire alla superfice.

Oltre questo ha una serie di LED, tra cui la connettività della WAN, il WiFi, e le 4 LAN.

Ma andiamo avanti, rimuovendo i 4 gommini inferiori, accediamo alle viti che tengono insieme tutto il router.


La scocca in ABS sembra solida, e una volta aperto la situazione che ci appare davanti è questa.

Oltre a poter identificare fin da subito le componenti principali, vediamo che l’assemblaggio è tanto semplice quanto efficace, nulla di nuovo sotto il sole, un semplice “Hamburger” tra scheda madre e scocche in ABS.

La scheda madre è assicurata alla scocca inferiore con due linguette molto dure, infatti la scheda non ha il minimo gioco.

Ma andiamo subito al succo della scheda, il Realtek RTL8196E, un SoC largamente diffuso, specialmente per i router di fascia bassa.

Questo SoC è una vera e propria manna dal cielo per moltissimi produttori, infatti, questo SoC integra CPU e in buona parte tutte le componenti necessarie alla parte logica, per un router.

Appena di fianco, troviamo la DRAM, nulla di interessante.

Per la parte ethernet invece, vediamo i trasformatori di seguito

Andando avanti, troviamo il SoC per il WiFi, un Realtek RTL8192ER, noto anche lui per le sue mille applicazioni, specie in TV Box e dispositivi simili.

Questo SoC in effetti ci consente di avere il supporto MIMO e una banda di 300Mps.

Ma cosa vedono i miei occhi da tecnico, due meraviglie davanti ai miei occhi, una JTAG e UART ben esposte sulla scheda.

L’UART, unita alla JTAG sono in buona sostanza le due vie di accesso per effettuare un Reverse Engeneering delle schede elettroniche, e arrivare a customizzarle in maniera molto approfondita.

Dopo qualche piccolo tentativo, trovo subito il Pinout.

In ordine da sinistra, VCC – GND – TX – RX.

Dal datasheet del Realtek apprendo che dispone di due linee UART, che possono essere convertite in GPIO.

Inizio quindi la mia ricerca e i miei tentativi, risultano quasi utili, ma mi accorgo che effettivamente nè OpenWRT nè DD-WRT supportano (ufficialmente) i SoC Realtek.

In più, ciò che effettivamente mi ha fatto desistere è ciò che vedremo nella parte dedicata al software.

Altra nota importante va alla presenza di una predisposizione per un USB 2.0 sulla scheda, infatti il SoC Realtek supporta una USB-OTG.

Il fatto che non ci sia, è un mero vizio commerciale, visto che il SoC la supporta, e le piste sono effettivamente collegate.

Con uno sviluppo più approfondito, e se fosse stata disponibile una versione di OpenWRT saremmo sicuramente riusciti ad abilitarla per Print Server o SMB Share.

Andando quindi avanti troviamo le antenne WiFi saldate direttamente on-board.

Le saldature non sembrano neanche male, ma manca effettivamente ogni tipo di EMI Shield sulla scheda.

Rimane quindi il fondo della scheda, praticamente vuoto per il 99%, oltre le piste della motherboard, troviamo infatti solo il pulsante di Reset del Router.

Software

Dal punto di vista software, ci aspettano tantissimi “Wow“.

Sia positivi che negativi, infatti questo router sembra avere una propensione per gli ISP, supportando protocolli per la gestione remota.

Ma non solo, perchè torna utile anche a tecnici installatori, che possono, grazie all’ultima versione del Firmware, creare un utente “Cliente” e utilizzare un utente “Amministratore”, ma lo vedremo più nel dettaglio in seguito.

Iniziamo quindi ad accendere il nostro router, e dopo poco più di un minuto, troviamo il nostro pannello pronto per essere utilizzato.

Nella prima schermata troviamo subito una panoramica della connettività del router.

In particolare cliccando su ogni icona, la pagina ci mostrerà maggiori dettagli riguardo la WAN, in Router e i Client connessi.

In alto vediamo il Wizard, che provo a seguire, per configurare il router.

Nulla di speciale in effetti, ci chiede che tipo di WAN vogliamo impostare, tra PPPoE, DHCP, Statico ecc…

Successivamente passa al WiFi, e così via, fino alla fine.

Il router come detto prima, funge da vari dispositivi in uno

Selezionando una modalità, piuttosto che un’altra, alcune voci verranno censurate dal menu, e alcune opzioni saranno modificate per essere contestuali alla scelta fatta.

Ma spulciando nelle varie voci del menu, arrivo al wifi e sotto la sezione Advanced, trovo un menu davvero ricco di funzionalità

Ma le sorprese non finiscono qui, infatti rimango senza parole alla vista della quantità di SSID che si possono creare in contemporanea

Più che il fatto che il router supporti il MultiSSID, la cosa davvero incredibile è che consenta di isolare alcuni SSID verso la WAN e che possa limitare la banda per ogni SSID.

Andando avanti troviamo il supporto alle VLAN. Ma siamo seri?

Il RADVD poi non mi sarei mai e poi mai aspettato di vederlo in una situazione simile, infatti questo protocollo è improntato all’IPv6, che su un router che non supporta neanche il Gigabit, è davvero assurdo.

Ma le sorprese non finiscono qui

Il router infatti supporta un DoS Prevention tra i più customizzabili che io abbia mai visto su un router di questa fascia.

In System, oltre a poter caricare gli aggiornamenti del Firmware, vediamo anche una sezione molto interessante chiamata “Auto Restart”.
E’ possibile impostare un riavvio settimanale o giornaliero (nella precedente versione del firmware, si riavviava nella notte, quando non era presente traffico di rete).

Per quanto riguarda il salvataggio dei settings, troviamo un file .dat, stranamente crittato.
Neanche i router Vodafone o TIM si prendono questa briga, ma evidentemente in questo caso ci tengono alla privacy 🙂

Ancora più avanti troviamo una sezione Logging, con anche la possibilità di aggiungere un server remoto.

Troviamo quindi la parte di configurazione per il TR-069, che in buona sostanza possiamo definire una “Telegestione” del router, da parte dell’ISP.
Questo, insieme alle altre funzionalità mi fanno pensare che questo router sia proprio improntato a un comodato d’uso da parte di un ISP minore.

Ma parliamo un’attimo del lato “server” dell’interfaccia web, non si tratta di nulla di diverso di una semplice pagina html, con qualche js e sopratutto un terribile iframe, che contiene le varie opzioni.

Parlare di responsive è davvero azzardato, in più sono presenti tantissimi errori dovuti a implementazioni deprecate e mancanze.
Analizzando il codice però sembra anche ben commentato, fino ovviamente a <!—jdd add sssssss–>

Considerazioni Finali

Ma alla fine di tutta questa analisi, vale davvero la pena acquistare un prodotto del genere?

Come tutte le cose, la verità sta nel mezzo.
Infatti il router ha pro e contro, da una parte troviamo la buona qualità costruttiva, le tantissime funzionalità lato software e la tutto sommato semplice gestione e installazione, ma dall’altra troviamo vari punti a sfavore.

Primo fra tutti, l’assenza di Gigabit, che nel 2020 si fa sentire sempre di più, specialmente perchè se sono in grado di creare 5 SSID dallo stesso router, vorrei sapere che razza di banda dovrei offrire ai client.

Oltre quello dopo qualche “stress test” con tutte e 4 le LAN impegnate in uno scambio di file SMB, e qualche PC connesso in WiFi, il problema di questo dispositivo è il SoC integrato.

La scarsa potenza, mista a una temperatura elevata fanno sì che questo router non riesca a gestire grandi flussi di rete.

Gli stessi sviluppatori, consci del problema, hanno probabilmente inserito “l’Auto Restart” per questo motivo, per cercare di aumentarne la stabilità.

E qui bisogna fare un doveroso appunto, la mia valutazione è sempre con uno sguardo alla perfezione o comunque a standard molto elevati.

Una piccola trattoria, un Pub, o anche una casa al mare, non ha sempre bisogno del gigabit o di avere prestazioni incredibili.

Anche semplicemente come router di “emergenza” va più che bene, dando la possibilità di avere caratteristiche “avanzate” a un costo davvero irrisorio.

Inoltre la copertura WiFi inoltre è davvero ottima.

Se la board supportasse OpenWRT, o comunque fosse “friendly” sotto quel punto di vista, non sarebbe assolutamente male.

PS: Oltre a servire un webserver sulla 80, troviamo anche il telnet, ma username e password non corrispondono all’etichetta. Per il momento lascio stare, la mia malizia non supera il tempo per accedere a quella busybox, ma chissà…!

Ringrazio ancora LP Distribuzione per avermi fatto testare questo prodotto!

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